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Introduzione

La nota allegata è una bozza di uno studio a cui sto ancora lavorando. Può essere di interesse generale per i partecipanti alla rete.

«Una rete di calcolatori per la condivisione di risorse è definita come un insieme di sistemi di calcolo autonomi e indipendenti, interconnessi in modo da permettere a ciascun sistema di calcolo di utilizzare tutte le risorse di ogni altro sistema di calcolo. Ossia, un programma in esecuzione in un sistema di calcolo dovrebbe poter richiamare le risorse degli altri sistemi di calcolo pressappoco come richiama normalmente un sottoprogramma.» Questa definizione di rete e l'opportunità di una tale rete sono illustrate da Roberts e Wessler in [1].

L'atto stesso della condivisione di risorse può essere compiuto in due modi: in maniera puntuale e a coppie tra tutte le coppie di sistemi di calcolo della rete, oppure secondo uno standard sistematico valido per tutta la rete. Questo articolo sviluppa un possibile sistema di condivisione delle risorse esteso a tutta la rete.

Ritengo naturale pensare alle risorse come associate ai processi [2] e considerare quindi il problema fondamentale della condivisione di risorse come il problema della comunicazione tra processi. Condivido inoltre con Carr, Crocker e Cerf [3] l'idea che la comunicazione tra processi su una rete sia un caso particolare della comunicazione tra processi generale in un ambiente multiprogrammato.

Queste vedute permeano tutto lo studio e hanno portato a uno studio in due parti. Anzitutto viene costruito un modello di sistema time-sharing con capacità particolarmente adatte a consentire la comunicazione tra processi. Poi si mostra che tali capacità possono essere facilmente usate in modo generalizzato, il che consente la comunicazione tra processi distribuiti su una rete di calcolatori.

Questa nota contiene idee provenienti da molte fonti. Particolarmente influenti sono stati: 1) una prima traccia di un protocollo Host per la rete ARPA [1][3][4] di W. Crowther di Bolt Beranek and Newman Inc. (BBN) e S. Crocker dell'UCLA; 2) l'articolo di Ackerman e Plummer sul sistema time-sharing PDP-1 del MIT [5]; e 3) le discussioni con R. Kahn di BBN sul protocollo Host, sul controllo dei messaggi e sull'instradamento per la rete ARPA. Spero che in questa nota vi siano anche alcune idee originali. Sono io solo responsabile della raccolta di tutte queste idee nel sistema qui descritto, e sono quindi responsabile di ogni incoerenza o difetto di tale sistema.

Va sottolineato che questa nota non rappresenta una posizione ufficiale di BBN sul protocollo Host per la rete di calcolatori ARPA.