1. Introduzione
In IPv4, il campo di identificazione (ID) è un valore a 16 bit utilizzato per supportare la frammentazione e il riassemblaggio dei datagrammi. Secondo la specifica attuale, il campo ID deve essere univoco entro la durata di vita massima del segmento (MSL) per i datagrammi con la stessa tupla indirizzo sorgente/indirizzo destinazione/protocollo. Tuttavia, le implementazioni attuali non seguono rigorosamente questa specifica e trattano il campo ID come un identificatore univoco per ogni datagramma, indipendentemente dal fatto che sia frammentato o meno.
In IPv4, i protocolli di trasporto e di livello superiore utilizzano generalmente campi a 16 o 32 bit per rilevare datagrammi duplicati, come i numeri di sequenza TCP o i checksum UDP. Tuttavia, il campo ID IPv4 ha solo 16 bit, il che significa che in ambienti di rete ad alta velocità, il campo ID potrebbe esaurirsi rapidamente, rendendo impossibile assegnare valori ID univoci per nuovi datagrammi.
In IPv6, la frammentazione viene eseguita solo dal nodo sorgente e l'intestazione del frammento contiene un campo di identificazione a 32 bit. La specifica IPv6 afferma esplicitamente che questo campo di identificazione deve essere univoco solo quando il datagramma viene frammentato. Al contrario, il campo ID IPv4 è presente in tutti i datagrammi, indipendentemente dalla frammentazione.
Questo documento aggiorna la specifica del campo ID IPv4 in RFC 791, RFC 1122 e RFC 2003 per avvicinarla alla pratica attuale e renderla coerente con l'elaborazione IPv6. In particolare, questo documento chiarisce i seguenti punti:
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Datagrammi atomici: Per i datagrammi con il flag DF (Don't Fragment) impostato, il campo ID può essere impostato su qualsiasi valore e il ricevitore deve ignorare il valore del campo.
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Datagrammi non atomici: Per i datagrammi senza il flag DF impostato, il campo ID deve essere univoco durante il periodo di timeout di riassemblaggio per garantire un corretto riassemblaggio dei frammenti.
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Compatibilità: Questo documento discute gli impatti di questi cambiamenti sui dispositivi e protocolli esistenti e fornisce raccomandazioni per il periodo di transizione.
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